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Le regole evergreen, le raccomandazioni dei dermatologi e le novità dalla cosmetica per proteggere i più piccoli al mare e in montagna
Tutti devono proteggersi dal sole, ma i bambini ancor più degli adulti. Sotto i 6 anni la pelle è più delicata poiché non gode appieno della barriera protettiva costituita dal film idrolipidico: si sta ancora formando ed è costituzionalmente fragile.

Accanto a questi motivi, se ne aggiungono altri, che fanno leva sulla “capacità mnemonica” della pelle stessa. In altri termini, «la pelle di un bambino è come un registratore che memorizza tutto, comprese le aggressioni ricevute nel tempo. Ne conserva la memoria e, a distanza di anni, può presentare il conto: allergie, macchie, perdita di elasticità» - spiega il dermatologo Leonardo Celleno, presidente di AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia).
Proteggere i bambini dal sole oggi, contribuisce a mantenere domani la loro pelle in buono stato di salute, e per tutto il resto della loro vita. «Fino ai 18 anni siamo esposti a circa il 60% di luce solare del totale al quale saremo esposti lungo tutta la nostra vita: diversi studi dimostrano che l’uso di una crema solare adeguata durante l’infanzia riduce significativamente il rischio di melanoma da adulti», prosegue l’esperto.
Bimbi sotto il sole
Prima dei 4 anni, non si dovrebbe mai esporre un bambino ai raggi del sole in maniera diretta. Per le uscite in passeggino è consigliabile vestire il piccolo con indumenti di cotone, e proteggere le parti esposte con creme con SPF elevati (50 o 50+). Non dimenticare cappellino, occhiali da sole e parasole anti UV.
In vacanza, è bene usare prodotti solari specifici per bambini: sono più emollienti, quindi indicati per nutrire la loro pelle più fragile. Hanno una consistenza fluida, per poter essere spalmati con agilità. Persino il colore bianco di alcune texture aiuta: permette di vedere quali zone del corpo sono state coperte, evitando di dimenticarne qualcuna.
I diktat sulla protezione solare sono arcinoti, ma non ci si stancherà mai di ripeterli:
- mai esporre i bambini nella fascia centrale e più calda della giornata, cioè dalle 12 alle 16;
- ripeti l’applicazione ogni 3 ore;
- non dimenticare le zone più trascurate, come: ascelle, dorso di mani e piedi, lobi e punta delle orecchie;
- proteggi naso e labbra con stick solari a protezione altissima, SPF 50+ (il sunblock totale non esiste!).

Di solito, i prodotti solari per bambini hanno filtri fotostabili, cioè che non si alterano durante l’esposizione al sole, ma mantengono intatte le loro capacità schermanti. Dato che il divertimento preferito dei piccoli al mare è giocare in acqua, i solari devono assicurare una buona resistenza a tuffi e bagni.
Te ne accorgi dalla dicitura “water resistant”, riportata sulla confezione, che per legge deve garantire una protezione dai raggi UV anche se si sta ammollo per 20 minuti (Raccomandazione sui prodotti solari indetta dalla Commissione europea nel 2006). Le nuove proposte presentano un vantaggio: si possono applicare su pelle bagnata.
Non solo bagni e giochi d’acqua. I nuovi prodotti solari sono formulati per mantenere l’efficacia protettiva anche a contatto con la sabbia. I bambini sono così liberi di scorrazzare per la spiaggia, entrando e uscendo dall’acqua per poi rotolarsi sulla sabbia. Ma restando sempre super protetti.
